La mora e la bionda: una vita da pendolari.

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Sono in due, sedute di fianco a me, una di fronte all’altra. Una bionda, capelli mezza lunghezza senza impegno, vestita di nero, armeggia con una specie di catenaccio argentato. L’altra mora, caschetto sbarazzino da me la credo un casino, indossa un discutibile gonnellone di velluto a fiori blu e viola che fa un misto fashion victim senza darlo a vedere troppo e radical chic underground. Entrambe sui 45. Chiacchierano da prima che io salissi, lavorano insieme, sono pendolari, si conoscono da anni.
La mora fa alla bionda:
– Cos’è quel coso?
– É una specie di collana che volevo mettere sopra il tristume che ho indossato stamattina.
L’altra la guarda un po’ schifata. Allora la bionda riprende:
– Molto bella la tua gonna.
– Ti piace? Grazie!
Nessuna delle due pare granché convinta. Poi la mora fa, più o meno senza respirare mai:
– Ieri sera, tornando, mi sono resa conto che oggi mi scadeva la pasta sfoglia. Avevo gli spinaci in congelatore, le uova, tutto, allora mi sono detta mi fermo al discount e compro una ricottina. Sono tornata a casa e Piero stava già spadellando, Marta stava mangiando del pane di segale con salmone affumicato, buonissimo, glielo prendo sempre al discount. Sabato Marta va a sciare. Piero deve lavorare perché lunedì deve andare a Parigi a presentare il budget, io devo andare a farmi i piedi, poi domenica andiamo alle terme in corso Vittorio, solo io e lui, tanto Marta torna dopo le sei. Che stress, non mi fermo mai. Oltretutto, di domenica alla terme ci sarà un sacco di gente.
La bionda la guarda sgomenta, incerta, attonita. Poi prova a dire qualcosa e le esce una frase tipo:
– Sempre meglio la tua domenica della mia, tra bambini di cinque anni alla festa di Irene.
– Chi è Irene?
Imbarazzo generale.
– È mia figlia.
Silenzio. Si fissano.
La moracaschetto china il busto in avanti e sussurra:
– Vado a salutare una alla carrozza 6, ché siamo quasi arrivati.
E si dilegua.
Alla 6, il ragazzo del treno sta leggendo un libro di Oscar Wilde. Lo teneva in mano già sul binario.
 

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