Cercarsi e trovarsi.

c-chapman-401154-unsplash

Non sento lungo e pesante il tragitto da casa a lavoro, il più delle volte.
Certe altre, invece, mi pare eterno.
Specie in quelle mattine in cui faccio fatica a svegliarmi, davvero fatica.
Sono i giorni in cui mi passa ogni entusiasmo o romanticismo e il ragazzo del treno non lo vedo nemmeno, giorni dei quali porto a casa con me solo stanchezza e ansia e stress.
Ecco, questo mese di silenzio è stato pressappoco così.
Tante storie mi sono passate davanti e di gran parte mi sono detta ‘le racconterò‘, ma così non è stato, complici anche la mia forte incostanza e quell’esasperante inclinazione alla noia che mi caratterizzano.
Rifletto spesso, comunque, su ciò che senza dubbio rappresenta l’aspetto più interessante dei viaggi da pendolare, che è questa polarizzazione degli accadimenti in due principali nuclei: quelli che si ripetono e quelli che succedono una volta e basta. E ho difficoltà a dire quale delle due categorie sia la più affascinante.
Di certo, nei giorni in cui mi sento più trascinata verso l’abitudine, sono i primi a colpirmi di più, i fatti che si ripetono ogni giorno.

Avranno quindici, sedici anni al massimo. Si aspettano ogni mattina tra due pilastri nella penombra della stazione del metrò alla quale scendo una volta giunta alla mia destinazione, qualche passo prima di risalire in strada ed entrare a lavoro.
Il più delle volte è lei che aspetta lui, che comunque non tarda ad arrivare. Indossano jeans e portano zaini mezzi vuoti e penzolanti dietro le spalle, tengono in mano i loro telefoni. Le forme dei loro volti non sono bianche.
Non appena si vedono da lontano si sorridono, soprattutto con gli occhi. Si vengono incontro e si abbracciano di un abbraccio leggero, che appena si sfiorano. Non si stringono, non si lasciano andare a baci travolgenti. Si toccano appena, le loro labbra si incontrano con discrezione, si accarezzano come si fa con le cose fragili. Compiono gesti pacati e misurati, ma lo fanno in modo continuo, cercandosi come se si stessero ancora aspettando, come se la ricerca dell’altro non finisse pur avendolo tra le braccia.
Passano insieme un paio di minuti tutt’al più, ridono e si sorridono tanto.
Poi si separano di nuovo per andare in direzioni opposte.
Si ritroveranno domani mattina.

3 pensieri riguardo “Cercarsi e trovarsi.

  1. Questo vedersi un attimo per iniziare la giornata è bello e sì, hai ragione in stazione c’è la rassicurante e confortevole abitudine di gesti e persone e movimenti e c’è l’inaspettata e vivace novità. A seconda dei giorni si apprezza più l’una o più l’altra

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...